di Giorgio Infranca e Pietro Semeraro
Con l’ordinanza n. 17976/2019, la Corte di Cassazione è tornata a esprimersi sul diritto al rimborso del credito d’imposta indicato in dichiarazione.
Nella citata sentenza la Suprema Corte ha affermato che i crediti d’imposta riportati dai contribuenti in dichiarazione non soggiacciono ad alcun termine decadenziale, potendo essere richiesti a rimborso entro l’ordinario termine di prescrizione decennale. D’altra parte, però, il credito d’imposta esposto in dichiarazione non diviene certo e intangibile solo perché l’Amministrazione finanziaria non ha provveduto alla rettifica della dichiarazione entro il termine annuale di cui all’art. 36-bis del DPR 600/73.
Infine, la Corte ha precisato che, comunque, la mera esposizione del credito in dichiarazione non è per ciò sola sufficiente ad assolvere l’onere probatorio in capo al contribuente, a cui spetta comunque la dimostrazione dei fatti costitutivi dell’esistenza del credito.
La controversia in questione origina dall’esposizione di un credito d’imposta IRPEF nella dichiarazione dei redditi relativa al 1992; detto credito, però (forse per errore) non è stato riportato anche nella successiva dichiarazione relativa al 1993. Onde non perdere il credito in questione, nel 2002 (entro l’ordinario termine prescrizionale) il contribuente domandava di poter rettificare la dichiarazione relativa al 1993, senza però ottenere risposta. Nel corso del 2005, il contribuente proponeva istanza di rimborso, impugnando il successivo silenzio-rifiuto.
A seguito di un intricato giudizio di merito, la vicenda giungeva in Cassazione…
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