di Giorgio Infranca e Pietro Semeraro
La “riforma della giustizia tributaria” è ormai da diversi anni uno dei temi più caldi e dibattuti nell’ambito dell’elaborazione scientifica tributaria.
La tematica in oggetto ha più di recente valicato anche le mura delle aule universitarie per giungere nelle sale della politica e non solo.
È di qualche mese fa, infatti, la proposta caldeggiata direttamente dalla Corte dei Conti, di avocare a sé la gestione della giustizia tributaria, nell’ottica di trasformare il “Giudice della spesa” anche in “Giudice dell’entrata”, assicurando, a detta della stessa Corte, “la salvaguardia dell’interesse dell’Erario e del Fisco”, in modo da “valutare con maggiore attendibilità gli equilibri di bilancio”.
Nel dibattito sul tema è poi entrato “a piè pari” anche il Presidente del Consiglio che, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, tenutasi lo scorso 28 dicembre 2019, ha proposto di ridurre di un grado il processo tributario, a beneficio di una maggiore celerità di giudizio. Come è facile immaginare, anche a questa ulteriore proposta ha fatto seguito una compatta levata di scudi da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Accanto alle menzionate proposte, evidentemente “rivoluzionarie” nella loro portata rispetto all’attuale modello, vanno poi aggiungendosi in sede parlamentare, di tanto in tanto, progetti di riforma più o meno complessi e coordinati, ma che seguono tutti una medesima direttiva: riformare la giustizia tributaria in ottica professionalizzante, indipendente e più autorevole rispetto allo schema attuale, considerato ormai non adeguato rispetto alle esigenze sociali e del mercato.
Proprio in questo senso, lo scorso 16 gennaio 2020, le Commissioni 2° e 6° (riunite) del Senato hanno iniziato la discussione in sede referente dei progetti di legge attualmente già depositati, pianificando un ciclo di audizioni informali sulla materia.
In vista dell’intensificazione dei lavori parlamentari appare dunque utile mettere ordine nelle proposte attualmente depositate, rimarcandone congruenze e differenze, in modo da identificare – se possibile – quale sia il tracciato sul quale il legislatore tributario intende avventurarsi, nella speranza di fornire una linea guida che aiuti gli operatori a comprendere “dove si andrà” e, magari, se possibile, a partecipare costruttivamente al dibattito in corso…