di Giorgio Infranca e Pietro Semeraro
Lo scorso 8 agosto l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare n. 19 che, come ormai d’abitudine, ha fissato gli indirizzi operativi per la prevenzione e il contrasto all’evasione (si veda “Fatture elettroniche e comunicazioni IVA contro l’evasione” del 9 agosto 2019).
Nella circolare vengono identificate le strategie che gli uffici periferici dovranno seguire nell’attività di controllo. Strategie diverse a seconda dei contribuenti interessati: per i“grandi contribuenti” si dovrà porre particolare attenzione alle attività di pianificazione fiscale nazionale e internazionale, stimolando la collaborazione anche con le autorità fiscali estere interessate e, in generale, fra le diverse Direzioni regionali e la Direzione centrale grandi contribuenti, continuando, verrebbe da dire, sul trend che negli ultimi anni ha condotto diversi big player della new economy a transare importanti controversie fiscali.
Per le imprese piccole e medie, all’attività di controllo “sul campo”, dovrà affiancarsi con sempre maggiore incidenza, l’utilizzo delle lettere di invito alla regolarizzazione (c.d. lettere di compliance) e del contraddittorio preventivo.
Per i controlli sulle posizioni di contribuenti con attività, in senso lato, internazionali, viene caldeggiato l’utilizzo dei diversi strumenti che gli accordi sovranazionali hanno reso possibili: dallo scambio di informazioni di natura reddituale, alle informazioni sui conti finanziari, alle risultanze del country by country reporting.
Fra le diverse indicazioni, particolare attenzione meritano le affermazioni in tema di lettere di compliance e contraddittorio preventivo; strumenti che paiono acquisire un ruolo sempre più centrale nelle attività di accertamento.
Difatti, i controlli fiscali per imprese medio-piccole e per persone fisiche passeranno sempre più attraverso l’invio di lettere di invito alla regolarizzazione, più che attraverso l’effettuazione di controlli formali e sostanziali, tradizionalmente intesi…
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