di Giorgio Infranca e Pietro Semeraro
Il titolo provocatorio, di battistiana memoria, riassume in pieno l’abisso tra gli annunci e l’effettivo contenuto del “nuovo” art. 5-ter del DLgs. 218/97, inserito quale emendamento in sede di conversione del “decreto crescita” (DL 34/2019)
Si rileva che il testo da ultimo inserito nel DL 34/2019, corrisponde alla lettera a quello contenuto nella proposta di legge recante “Disposizioni per la Semplificazione fiscale, sostegno delle attività economiche e delle famiglie e contrasto dell’evasione fiscale (A.C.1074-A), che aveva già ottenuto, peraltro, lo scorso 14 maggio il primo via libera alla Camera dei Deputati. La norma in discorso introduce, nell’ambito dell’istituto dell’accertamento con adesione, un nuovo obbligo per l’Amministrazione finanziaria, tenuta ad avviare un contraddittorio con il contribuente per definire in via amministrativa la pretesa tributaria.
Detto obbligo però, come vedremo, differentemente dagli intenti manifestati dagli stessi proponenti, è tutt’altro che “generalizzato ”, e non rassicura particolarmente il contribuente, posto che, per certi versi, riduce alcune garanzie riconosciute dalla legge e per certi altri lo pone, con tutta probabilità, in una condizione di rinnovata incertezza.
Per saperne di più, contattami